mercoledì 18 gennaio 2012

Sara e Antonio (le mutande ci sono anche questa volta)

Ho il suo numero di cellulare, forse potrei chiamarlo, ma ascolto il cuore e non me la sento.
Passo la giornata a lavorare, la solita routine, l'Autunno è la stagione meno impegnativa, si porta avanti il lavoro arretrato, guardo l'orologio, sono annoiata e ho come l'impressione che debba accadere qualcosa d'importante, vorrei andarmene un pò in giro, tanto lo so che in questa situazione sono out è la probabilità che commetta errori è altissima, ma ho promesso di aspettare un cliente che deve portarmi dei documenti fra un'ora.
Vado in bagno, mi pettino appuntando i capelli dietro, il rossetto, lavo le mani prendo il soprabito ed esco.
Senza pensare con una sorta d'ansia mi avvio alla panchina dell'incontro della sera precedente.
Mi siedo e aspetto, lo so è una speranza stupida, quella di vederlo arrivare adesso
sperando che i nostri pensieri si siano incontrati e abbiano preso la stessa direzione.
I minuti passano e io sono delusa, ferita, anche se so che è assurdo, aspetto sino a dieci minuti prima del mio appuntamento ma.... nulla!
Mi alzo ed eccolo!
Davanti a me, con il casco sotto il braccio, i capelli sconvolti e l'aria stanca.
Lui :" speravo d'incontrarti qui, ma vai via?"
- "Ho un appuntamento adesso"
_" E' un incontro destinato a durare tutta la sera? o possiamo vederci più tardi?"
Mi guarda, e io che in quello sguardo mi ci perdo, scorgo una supplica.
" No, devono solo consegnarmi dei documenti"
Mi prende la mano e sento il calore della sua pelle:
" Se passo a prenderti fra un'ora verresti con me?"
Verresti con me?, cosa significa verresti con me? vedo che ha la moto, quindi non mi vuole relegare in macchina in doppia fila mentre lui fa delle commissioni....
Verresti con me? dove? "In su corru mannu e sa furca?"
Io andrei con lui, adesso in su corru mannu e sa furca?
Presuntuoso!
" Fra un'ora sotto lo studio, anzi sotto casa, -mentre gli scrivo l'indirizzo sulla mano"
Tipico esempio dell'agire femminile,  mentre pensiamo  a una cosa ne facciamo un'altra :-)
Lui mi guarda dalla testa ai piedi, si sofferma sulla gonna .... sulle scarpe- Bhe? che ha da guardare sono vestita da lavoro- e mi dice guardando la moto:
"vestiti comoda"
Arrivo in ufficio ma il cliente è già passato e ha lasciato i documenti alla segretaria, meglio così!
Mi avvio a passi veloci a casa, proprio dietro l'ufficio,
doccia velocissima, profumino dolce o agrumato? uffi nel cambio di stagione sono sempre indecisa, ma il profumo degli agrumi alla fine ha la meglio sulla cannella!
Jeans felpa e sneakers anche se.... nella scelta della felpa e della biancheria intima qualche dubbio c'è, sarà meglio quella con cappuccio o senza? la nera o la lilla?
Cappuccio e nera, con il nero non si sbaglia mai!
per i capelli coda, ovvio in moto ci vuole la coda! bassa perchè altrimenti non mi entra il casco.
Trucco si o trucco no, bho! Ho quarantanni e ....chisenefraga! Cremina protettiva e rossetto leggero!
Prendo anche un giubbottino di pelle, sulla moto ci sta bene!
Anche queste :"strolicherie" da donna.
Con qualche minuto di ritardo scendo e lui è giù che mi aspetta mentre parla al cellulare sulla moto, con la mano fa cenno di aspettare, mi tengo a distanza anche se  è inevitabile che ascolti la conversazione: Sta cercando di scusarsi e di spostare l'appuntamento che avrebbe dovuto tenersi stasera, ad altro giorno, l'interlocutore sembra essere abbastanza scocciato anche perchè la nuova data è impossibile da decidere adesso.
Alla fine sembrano trovare un accordo per le 22.
Non so se sentirmi lusingata, contenta e dispiaciuta, ma sono tutte le sensazioni insieme: lusingata perchè ha preferito me contenta perchè il nostro appuntamento è a termine dispiaciuta per lo stesso motivo, ma nel frattempo chiude la chiamata, scende dalla moto e mi porge il casco: nuovo fiammante, penso  sia stato comprato stasera, aspetta che mi metta il casco aiutandomi con fare carezzevole e sale sulla moto in maniera tale da aiutarmi a salire.
Partiamo, con le mie braccia che cingono il suo corpo: sento un acenno di manigliette dell'amore, ma giusto un accenno e sorrido cercando di capire dalla strada dove stiamo andando.

Ci fermiamo davanti all'albergo dell'altra volta, e capisco che mi ha portata a casa sua, lo seguo con un misto di trepidazione mentre passiamo dalla porta di servizio della cucina tirata a lucido.
Prende due tazze da te  e da una brocca, di quelle in coccio di una volta versa l'acqua dentro una teiera che mette a scaldare in uno strano fornello,  prendo uno sgabello alto e mi ci appollaio, mentre lui si occupa del te.
In cucina esiste un unico bancone alto, non c'è il tavolo, posto proprio di fronte al piano da lavoro dove lui sta svolgendo quella che sembra quasi essere una cerimonia, ogni tanto alza lo sguardo e mi guarda, tutto in silenzio, a me sembra sentire solo il battito del mio cuore, prende un vassoio straordinario nella bellezza del suo dipinto: un drago che pare emettere fiamme vere, mette il necessario nel vassoio più una fiaschetta, di cui non capisco il contenuto, ci avviamo nel salone, dove da un lato, che non avevo notato l'altra volta c'è un tavolo con delle poltrone, ci sediamo uno di fronte all'altro, in silenzio guardandoci negli occhi e piano piano il cuore si calma, mentre lui versa l'ambrato liquido.
"So il motivo del tuo mancamento di ieri, sono, anche convinto che immagini da un lontano passato siano tornate alla tua mente....."
Sbarro gli occhi e lo guardo stupita non capendo come facesse a sapere....
" si, qualcosa di molto doloroso, come dei flasch hanno attraversato la mia  mente, pensavo fossero suggestioni...ma tu,,, come fai?"
- "ci sono passato anche io..... e, noi due .... credo che se tu accettassi le visioni potremmo, insieme, fare qualcosa di molto importante"
Il suo sguardo è pulito, come se volesse aprirmi l'animo.

4 commenti:

redisaturno ha detto...

Seguo da poco il tuo blog, deduco solo che queste mutande facciano parte della storia, e questa sera leggo che siete a buon punto.

:)

sergio ha detto...

Interessante e scorrevole, sai miscelare bene le banalità di una normale giornata di lavoro con la frustrazione dell'attesa, la sorpresa dell'incontro e la speranza, mista a un certo timore, di un approccio più... intimo.
Una domanda: cosa vuol dire "In su corru mannu e sa furca?"
Ahimè, non conosco il sardo :-)

rdisaturno ha detto...

Ha ha ha ha ha ha !!!!

Les Pois ha detto...

che bello perdersi tra le tue parole